Ci accompagna fedelmente in ogni momento della vita. Rende la nostra esistenza multidimensionale, arricchendola, colorandola di infinite sfumature, conferendole un sapore unico in ogni istante. Si nutre di molte cose diverse – caratteristica che le consente di sopravvivere in qualunque condizione, ma che rende anche necessaria un’accurata selezione dei “cibi” che le vengono offerti. È parte di noi, anche se a volte ci sembra curiosamente distaccata dal resto di noi stessi.
È la nostra mente.
Spesso siamo abituati a rappresentarla come un insieme di pensieri o di conoscenze, ma se ci fermiamo un attimo a riflettere ci renderemo subito conto di quanto questa definizione sia riduttiva: la mente umana, infatti, è un’entità straordinariamente versatile, potente, capace di essere contenitore e contenuto al tempo stesso; materia prima, strumento e prodotto; nucleo sferico e levigato, resistente e compiuto in sé, o rete estesa e sfilacciata, protesa verso le altre componenti di noi stessi come dita abili e sottili, pronte a solleticare o ad afferrare, a stringere legami, ad aprire, chiudere e modellare connessioni di ogni tipo.
In effetti, la nostra mente è tale che sarebbe più semplice dire cosa non sia… e forse nemmeno questo. Chiediamoci dunque cosa saremmo noi senza di essa: la risposta, molto semplicemente, è che la nostra umanità verrebbe meno. E ora facciamoci una seconda domanda: ci stiamo prendendo cura di questo meraviglioso strumento come merita? Sì? Sicuri? L’unica vulnerabilità della mente, infatti, consiste nell’incuria di colui al quale appartiene: se non la teniamo in esercizio, non la nutriamo, non la stimoliamo, non le consentiamo di spaziare, lavorare, creare, si atrofizzerà e con essa anche parte della nostra identità verrà meno. Emotività e razionalità perderanno la loro naturale armonia, la nostra personalità si farà anonima e verrà meno quello slancio, quella proiezione verso l’esterno che regala alla vita la possibilità di essere felice.
Ecco perché è necessario dare alla nostra mente – a noi stessi – ciò che serve per mantenerla viva e vitale: pensieri, esperienze, riflessioni, aperture nuove e nuove prospettive anche su ciò che già si conosce; emozioni, stimoli, contatti, percorsi su strade inedite, sorprese; quiete, spazio, silenzio, possibilità di espandersi senza confini prestabiliti. Se procureremo tutto questo, anziché sentirci rinchiusi all’interno dei confini della mente come in un angusto ripostiglio potremo utilizzarla in tutte le sue potenzialità, scoprendo come sia capace di fondersi con ogni aspetto della nostra vita e della nostra identità, superando i dualismi e gli antagonismi che storicamente la contrappongono al corpo, all’istintualità, all’emotività.
Fornire questi spunti è lo scopo di viva-mente, come vedremo via via tramite gli articoli, gli approfondimenti, le recensioni di libri. Perché per nutrire la mente si possono percorrere mille strade diverse: e le vostre, quali sono?

Sicuramente tra le strade per mantenere un poco attivi un poco dei miei neuroni (hai presente la pubblicità dell’acqua Lete no?: … c’é nessunooooo?), ci sarà quella di seguire i tuoi articoli, saggi, recensioni,…..
Ben…ritrovata!
Enzo
Grazie, Enzo! Il tuo interesse mi onora e farò tutto il possibile per non deludere le tue aspettative. A presto!