Nelle nostre relazioni, ricordiamoci chi siamo

In una relazione, si parte sempre (o almeno, bisognerebbe farlo) con un’idea del proprio valore, pensando che da essa non si retrocederà mai.

Invece spesso capita che uno dei due partner tiri di più dal suo lato e l’altro, piano piano o a strattoni, si adegui, finendo per sacrificarsi: si è dimenticato del proposito iniziale, sminuendo il proprio valore rispetto a quello altrui.

È sempre un errore. Il valore assoluto di ognuno è invariante, proprio come in matematica: non gli si può mettere davanti alcun segno.

Una relazione asimmetrica provoca sofferenza ad almeno uno dei due partner e questo, a meno che non si sia masochisti, è privo di senso.

Allora, che cosa si può fare di fronte a un partner che “tira” dal suo lato?

Parlarne, innanzitutto: sembra banale, ma queste dinamiche per lo più si svolgono in un silenzio che le alimenta e le esacerba.

Se poi non si trova un punto di incontro, allora bisognerebbe prendere serenamente atto del fatto che la relazione non può procedere.

Del resto, se ci si riflette lucidamente (e troppo spesso è questo passaggio a mancare), non si perde nulla rinunciando a un compagno che fa soffrire.

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