Differenziarsi sul Web: dall’identità in Rete alla Rete di identità

Web e identità - To be or not to beI lettori di Viva-mente sanno che l’identità in Rete è uno dei temi più trattati all’interno del blog: ne abbiamo parlato, ad esempio, in questo post e in quest’altro.

L’argomento è molto vasto e ricco di connessioni con le più diverse discipline, quali la psicologia, la sociologia e il marketing; molti sono, quindi, i punti di vista dai quali può essere affrontato e molte le sue chiavi di lettura trasversali.

Una di queste è la frammentazione, filo conduttore del post “L’io sulla Rete“, recentemente pubblicato da Paolo Mulè sul suo blog Digito Ergo Sum. La presenza contemporanea su più piattaforme – ognuna con struttura, scopo e dinamiche relazionali e comunicative differenti – produce infatti una disgregazione del nucleo identitario dell’utente: un fenomeno che fa emergere la necessità di “ricomporre il puzzle” del proprio io, riconducendo a un unico luogo i frammenti dispersi nel Web, per non perdere l’unità di se stessi.

DIFFERENZIARSI PER (RI)CONOSCERSI

Questo meccanismo di “diaspora identitaria”, però, ha anche un importante risvolto positivo, ossia la possibilità della differenziazione. Ad offrirci questa opportunità è proprio il fatto che ogni luogo virtuale in cui “soggiorniamo” ha una sua natura specifica, con caratteristiche e scopi diversi da quelli di tutti gli altri: questo ci induce a far emergere aspetti settoriali di noi stessi con inedita definizione, influenzando così i contenuti e le modalità della nostra presenza.

Proviamo a pensare ai social network, ad esempio: se su LinkedIn ci presenteremo in modo professionale, nella nostra cerchia intima di Facebook potranno invece circolare foto delle notti brave con gli amici; su Twitter ci potremo dedicare alla content curation di un tema complesso per il quale siamo considerati guru, mentre su Pinterest passeremo il tempo a collezionare immagini di babbucce di peluche.

Web e identità - Digital Identity

Ciò che pubblichiamo non esaurisce tuttavia le differenze tra i diversi luoghi: anche il linguaggio, il tono, l’atteggiamento cambiano, e con essi le interazioni con i comportamenti altrui. Tutti questi elementi configurano ogni volta un’identità differente, prodotta dall’incontro tra la nostra personalità e l’ambiente in cui ci esprimiamo: noi stessi, in sostanza, siamo ogni volta diversi.

Il fenomeno, lungi dall’essere frutto della frequentazione del Web, fa parte del nostro modo di vivere nella realtà quotidiana: è una forma di adattamento sociale. In Rete, tuttavia, acquista una colorazione particolare, poiché la virtualità dell’ambiente incoraggia la valorizzazione dei diversi fattori della nostra personalità in modo disgiunto. Questo ci dà la possibilità di mettere in evidenza aspetti della nostra identità con un focus e un’intensità difficilmente raggiungibili nella vita concreta, dando tanto agli altri quanto a noi stessi l’opportunità di osservare e coltivare – o addirittura di scoprire ex novo – abilità, competenze e passioni difficili da far emergere nell’insieme magmatico della personalità globale.

Vivere in modo differenziato in ambienti distinti è quindi un’opportunità da cogliere per potenziare “sezioni” di noi stessi: anche in questo caso non si parla di soli contenuti, ma di modalità comunicative, di abilità sociali, di qualità che trovano il proprio terreno di coltura ideale in un luogo specifico e non in altri, spesso stupendo noi stessi per primi.

Web e identità - You are the platform

MANTENERE LA PROPRIA IDENTITÀ

Questa differenziazione dev’essere tuttavia gestita nel modo migliore per evitare che esprima un potenziale disgregante, che viene tamponato nella vita quotidiana ma acquista forza nella dimensione virtuale della Rete. Se nel mondo materiale, non possedendo il dono dell’ubiquità, ci troviamo infatti ad “abitare” i vari luoghi sociali in alternativa, nel Web abbiamo invece la possibilità di farlo contemporaneamente: una differenza fondamentale, perché le molte identità parziali vanno incontro al rischio di perdere la forza centripeta data dalla compresenza in un unico luogo fisico – cioè noi stessi. Valorizzare in modo differenziato la nostra personalità è una cosa positiva; disgregarla in più unità indipendenti no.

Occorre dunque garantire alla nostra identità il mantenimento dei legami tra le sue diverse componenti, così da alimentare un insieme armonico che rifletta il l’”io” reale, e la chiave per riuscirci consiste nell’autenticità: la stessa identità integrata che preserviamo ogni giorno nel mondo tangibile deve rimanere tale anche nella dimensione virtuale.

Spazio dunque al focus settoriale sulle varie parti della nostra personalità, ma non a scapito dell’identità globale: un obiettivo che sarà raggiunto quando la Rete ci restituirà non solo una parte di ciò che siamo, bensì l’intero nostro essere, arricchito di nuove visioni.

Web e identità multiple

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