LA LIBERTA’ DI ESSERE DIVERSI – Lamberto Maffei

La libertà di essere diversiI libri che trattano di come genetica e ambiente interagiscano nell’influenzare il cervello umano si sprecano: a maggior ragione, allora, se proprio dovete leggerne uno scegliete quello del migliore.

Lamberto Maffei, medico e scienziato, è presidente dell’Accademia nazionale dei Lincei e professore emerito di Neurobiologia alla Scuola Normale di Pisa: non proprio l’ultimo venuto in materia di neuroscienze, insomma. In “La libertà di essere diversi”, però, non troverete astrusi termini scientifici o asserzioni assolutistiche sulla natura dell’essere umano, bensì un’argomentazione acuta che sa mantenersi perfettamente a cavallo – com’è giusto che sia – tra neurobiologia e filosofia.

Maffei ci parla di come funziona il nostro cervello, quell’organo che ci dona la capacità – unica tra le creature viventi – di riflettere su noi stessi, a dispetto del fatto che, quantitativamente, le nostre funzioni cerebrali siano dedicate solo per il 5% al pensiero: infatti, come subito ci dice l’autore, “la coscienza è un vezzo cerebrale tardivo, se si considera l’evoluzione, e di rilevanza biologica limitata, anche se paranoicamente grandiosa per il soggetto“.

Facendo una concessione a questa paranoia, quindi, Maffei ci guida a scoprire ciò che dovremmo sapere, ma di cui spesso ci dimentichiamo: innanzitutto, il fatto che il cervello sia un organo come gli altri, in continua trasformazione e in progressivo invecchiamento. Questo ci rende, in ogni istante, diversi tanto dall’istante precedente quanto da quello successivo; eppure, incredibilmente, percepiamo noi stessi lungo un continuum temporale, che mantiene nel tempo la nostra consapevolezza di essere un’entità indivisa e coerente: una “persona”, appunto, in cui le variazioni interne ed esterne si inseriscono in una cornice stabile e riconoscibile.

Questo però non significa che il cervello agisca in modo puramente meccanico: esso, al contrario, è in grado sia di creare regole e sistemi di comprensione logici e razionali sia di uscire da essi, nel tentativo di interpretare ciò che non è stato ancora esperito, di esprimere il proprio pensiero o addirittura di creare ex novo porzioni di realtà. Questa caratteristica va compresa in chiave evolutiva, poiché apre possibilità estranee al lavoro pre-strutturato del pensiero, consentendo l’adattamento all’ambiente e quindi la sopravvivenza. Molta dell’attività cerebrale va in questa direzione: l’attuale strumentazione d’indagine, infatti, è in grado di rilevare la presenza di molto “rumore di fondo” nel nostro cervello, che fino ad oggi è stato spesso considerato come fastidiosa interferenza. Esiste invece la possibilità che si tratti di un sistema tramite il quale il cervello, “dialogando con se stesso” in modo caotico in una sorta di auto-brainstorming, liberi la propria potenzialità creativa nel senso più lato.

Fin qui, ciò che la genetica dell’essere umano ha previsto per noi. Sul cervello, però, possiamo lavorare: anzi, dobbiamo farlo, poiché questo ci consente di ritardare gli effetti del suo invecchiamento. Al giorno d’oggi, però, questo compito appare arduo, poiché ci richiede di uscire dal ruolo di “ricevente” cui tutti siamo troppo spesso costretti dai sistemi culturali imperanti, per rimanere invece – accettando la “fatica” che questo comporta – in quello di protagonisti del nostro pensiero.

Il che non significa negare l’opportunità (anzi, la necessità) di quel che Maffei definisce “cervello collettivo“, ossia la rinuncia ad una parte di individualità a favore dell’integrazione in un gruppo sociale. Il confine tra questa via di adattamento e l’abdicazione alla propria capacità di pensiero unico e singolare è sottile, e su di esso bisogna camminare, un piede davanti all’altro, nella nostra epoca più che mai. Ecco perché Maffei ci suggerisce la follia come “antidoto alla globalizzazione”: se il nostro cervello mira all’integrazione per natura, infatti, sta a noi potenziarne la capacità di mantenersi sempre un po’ fuori dagli schemi, baluardo della nostra originalità, della capacità di essere differenti e di saper escogitare nuove soluzioni.

La vera follia è infatti questo: apertura, creatività, capacità di non rimanere schiavi di ciò che la genetica ha stabilito per noi – o che la comunicazione massificata ci vuole imporre. Qui si esercita il nostro libero arbitrio: questa, in fondo, è la nostra “libertà di essere diversi”.

Lamberto Maffei

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2 risposte a “LA LIBERTA’ DI ESSERE DIVERSI – Lamberto Maffei”

  1. Mi è stata consigliata la lettura di questo libro da uno sconosciuto, in metropolitana, mentre preparavo un lavoro per un mio alunno, prima di rientrare a casa. Non l’ho ancora fatto perché continuo a rinviare il momento giusto per passare in libreria. Ora ho due possibilità, o scrivo una mail al caro Babbo Natale, o me ne passate una copia multimediale! Anticipatamente vi ringrazio, distinti saluti e Buone Feste a tutti! Rosanna

    1. Cara Rosanna, non essendo io l’editore del libro non te ne posso inviare una copia ;-) Spero però che Babbo Natale te ne abbia portata una, che sono certa apprezzerai. Buona lettura!

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